Forse non tutti sanno che anche per l’acquisto di un condizionatore portatile, grazie alla manovra governativa dello scorso anno, è possibile usufruire di detrazioni fiscali, comprese nel cosiddetto “pacchetto” Ecobonus, relative cioè a spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici, vale a dire la salvaguardia ambientale e la riduzione dell’inquinamento. Si tratta, appunto, di una novità introdotta nel 2018, poiché in precedenza le agevolazioni riguardavano esclusivamente i sistemi di condizionamento fissi, oltre ad alcuni altri grandi elettrodomestici. 

Vediamo allora di illustrare, con la più completa chiarezza, come funziona il bonus fiscale per l’acquisto di un condizionatore portatile, come fare per usufruirne e a chi spetta. Lo facciamo anche con l’autorevole supporto del sito ufficiale governativo dell’Agenzia delle Entrate, che è sempre possibile consultare per ulteriori dettagli.

Seguite il nostro approfondimento, al termine del quale, ne siamo certi, saprete tutto sulla materia fiscale riferita ai condizionatori portatili, e relativi ecoincentivi!

Requisiti per ottenere la detrazione fiscale per l’acquisto di un condizionatore portatile

  • Per poter fruire dell’incentivo relativo agli interventi di riqualificazione energetica, è fondamentale che il condizionatore acquistato produca anche aria calda, e sia pertanto dotato di pompa di calore, in quanto la Legge dispone che il riferimento ecologico ed anti-inquinamento riguardi sia l’emissione di aria calda che fredda
  • Il secondo requisito specifico riguarda il modello e le caratteristiche tecniche del condizionatore che s’intende scegliere poiché, per avere diritto alla detrazione, è necessario che l’apparecchio si classifichi almeno nella classe A+, o superiori, e la sua potenza energetica non sia inferiore a quella di una caldaia a condensazione. Si consiglia di fare particolare attenzione all’efficienza energetica sia in raffreddamento sia in riscaldamento, poiché in un climatizzatore portatile è possibile che i due valori siano diversi
  • Vige, poi, l’obbligo di una relazione tecnica redatta da un professionista, in grado di valutare i dettagli sull’efficienza energetica dell’immobile. Tale intervento prevede naturalmente un costo ma, senza dubbio, questa spesa iniziale viene poi ammortizzata dal risparmio che si ottiene proprio con la detrazione fiscale
  • È poi determinante che il pagamento del condizionatore sia tracciabile, dunque non in contanti, ma tramite bonifico, operazione che deve riportare anche il Codice Fiscale del beneficiario del bonus, la causale specifica, oltre al numero della fattura (obbligatoria) e la Partita IVA del rivenditore
  • Infine, è fondamentale inviare una comunicazione telematica, riferita alla classe energetica, alla potenza del condizionatore acquistato, nonché agli interventi eseguiti per la riqualificazione, all’ENEA, l’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica, attraverso il relativo portale: https://detrazionifiscali.enea.it/
  • Un’annotazione importante: è bene sapere che per ottenere l’ecobonus non è indispensabile che la spesa del condizionatore portatile sia complementare ad una ristrutturazione immobiliare, ma anzi può esserne indipendente. In questo caso, però, sarà fruibile soltanto se si sostituisce un impianto obsoleto con uno nuovo a pompa di calore ed, ovviamente, ad elevata efficienza energetica.

A quanto ammontano le detrazioni fiscali per l’acquisto di un condizionatore portatile?

Diciamo subito che quello che abbiamo sin qui definito bonus per l’acquisto di un condizionatore non è altro che, in una definizione più appropriata, una detrazione IRPEF, la quale può variare dal 50 al 65% in base al tipo d’intervento per il miglioramento dell’efficienza energetica che viene effettuato nell’appartamento.

Non si tratta, quindi, di un importo fisso, ed è bene pertanto specificare nel dettaglio le diverse possibilità di recupero:

  • Detrazione per risparmio energetico: si riferisce all’acquisto di apparecchi con pompa di calore ad alta efficienza, in assenza di ristrutturazione, ma che sostituiscono vecchi impianti in unità immobiliari residenziali, attività commerciali e uffici. In questo caso la percentuale di detrazione è al 65%, per un massimo di spesa di 46.154 €
  • Detrazione con ristrutturazione edile: vengono considerati anche condizionatori che non appartengono alle categorie di alta efficienza, ma che, in ogni caso, sempre con pompa di calore, contribuiscono al risparmio energetico. La percentuale, per questo gruppo, è al 50%, riferita soltanto alle abitazioni e parti comuni condominiali. In più, è possibile usufruire dell’IVA agevolata al 10%, anziché al 22%.
  • Bonus mobili per condizionatori con ristrutturazione: anche durante una ristrutturazione edilizia straordinaria, per un’abitazione o condominio, si può usufruire di una detrazione al 50% purché i grandi elettrodomestici acquistati, compreso il condizionatore, siano in classe A+ o superiore

Come richiedere il bonus fiscale

Ovviamente, per poter usufruire della detrazione, è necessario presentare, unitamente alla dichiarazione dei redditi, la documentazione che attesti spesa ed eventuale interventi.

Il condizionatore, come abbiamo visto, non può essere pagato in contanti, ma tramite bonifico, bancario o postale, al fine di rilevarne la tracciabilità, grazie alle informazioni obbligatorie elencato prima nel dettaglio dei requisiti. In caso di acquisto online, può essere ammesso il pagamento con carta di credito, e sarà allora necessario conservare la fattura e la ricevuta del pagamento stesso, che dovrà riportare, oltre alla quantità del bene, anche e soprattutto la sua natura e la qualità, caratteristiche che, come abbiamo visto, sono essenziali per il rimborso di parte della spesa.

La detrazione IRPEF avviene a partire dall’anno successivo alla presentazione dei documenti e il suo importo massimo, riconosciuto eventualmente in 10 quote annuali, è quantificato in 96.000 €.